Grillo: "I tagli a Camera e Senato non bastano"

La riduzione dei loro stipendi del 30 per cento annunciata ieri dai presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, non è sufficiente per Beppe Grillo che oggi, alla vigilia della consultazione che domani lo vedrà salire al Quirinale, dalle pagine del suo blog invita i due neo eletti a chiedere “il dimezzamento degli stipendi e la rinuncia ai rimborsi elettorali”. “I partiti non possono farlo – scrive Grillo – ma voi siete stati scelti in quanto vi dichiarate estranei al sistema. Assumete la responsabilità che il vostro ruolo impone, fatelo voi”, conclude il comico genovese.
22 AGO 20
Immagine di Grillo: "I tagli a Camera e Senato non bastano"
La riduzione dei loro stipendi del 30 per cento annunciata ieri dai presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, non è sufficiente per Beppe Grillo che oggi, alla vigilia della consultazione che domani lo vedrà salire al Quirinale, dalle pagine del suo blog invita i due neo eletti a chiedere “il dimezzamento degli stipendi e la rinuncia ai rimborsi elettorali”.

“I partiti non possono farlo – scrive Grillo – ma voi siete stati scelti in quanto vi dichiarate estranei al sistema. Assumete la responsabilità che il vostro ruolo impone, fatelo voi”, conclude il comico genovese.
Grillo si domanda se la riduzione del 30 per cento da parte di Grasso e Boldrini riguardi il loro stipendio o l’indennità aggiuntiva per i presidenti di Camera e Senato: “Non è spiegato – incalza Grillo – ma è un dettaglio importante che i cittadini devono conoscere”. Poi, rivolgendosi a Pietro Grasso che ieri durante la trasmissione Ballarò aveva dichiarato di non essere una foglia di fico ma una quercia, lo ha invitato a dimostrarlo chiedendo “a tutti i partiti, insieme alla presidente Boldrini, di rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per questa legislatura”. Sarebbe – prosegue Grillo - “Un atto di giustizia nei confronti del popolo italiano che si sentirebbe finalmente rappresentato da due delle istituzioni massime della repubblica”.